Humans And Machines PDF Stampa E-mail
Martedì 12 Agosto 2008 15:15


Ci sono domande a cui non è affatto facile rispondere e non tanto per la complessità della domanda, quanto per la paura che può nascere dalla risposta. Il mondo della tecnologia, per come lo conosciamo oggi, è il frutto di piccoli e grandi passi che l'uomo ha saputo compiere nell'arco del ventesimo secolo, soprattutto. Certo, molti concetti e idee rivoluzionarie hanno radici ben vincolate al passato (si pensi al concetto di atomo e di vuoto di Democrito, o alle radici di Empedocle), ma l'espansione che ha avuto la tecnologia nella seconda metà del secolo scorso e che tutt'ora è in atto non ha pari nella Storia dell'Umanità.


Quarant'anni fa, precisamente nel 1968 (non eravamo ancora andati sulla Luna), sarebbe stato impossibile pensare a micro-robot in grado di operare al posto di un chirurgo, o di possedere un piccolo apparecchio con tutte le mappe stradali in grado di guidarci sia con la voce che con le immagini verso una qualsiasi destinazione. Già il concetto di telefono portatile alla portata di tutti sembrava qualcosa di fantascientifico, così come la possibilità di scattare foto dai satelliti con precisione di circa un metro e anche meno.

Tutte realtà, quelle elencate, così scontate al giorno d'oggi da passare del tutto inosservate: possiamo tranquillamente telefonare con il cellulare al nostro medico, prendere un appuntamento per una risonanza magnetica e farci operare in in day-ospital in artroscopia. Se non conosciamo l'ubicazione dell'ospedale non è un problema: il navigatore satellitare o Google Maps sapranno guidarci con una certa precisione sul posto. Cose scontate, che non stupiscono per nulla gli adolescenti di oggi.

Intel, come consuetudine, dedica l'ultimo keynote dell'IDF alle previsioni per il futuro, spingendosi in questa edizione ben oltre le supposizioni delle scorse edizioni ma presentando esempi di come vi siano le basi per ipotizzare l'impossibile. Molti studi sul progresso tecnologico hanno dimostrato come la curva che ne può indicare l'evoluzione ha un andamento esponenziale e non lineare. Un esempio concreto viene dalla legge di Moore relativa ai chip in silicio. Da quando tale teoria è stata enunciata i processori hanno aumentato le proprie capacità elaborative di circa un milione di volte in poche decine di anni, anni che possiamo immaginare come le unità in ascissa del nostro ipotetico grafico. Il cervello umano, per quanto si sa dalle prime scoperte sull'Homo sapiens, ha aumentato le proprie capacità intellettive di circa 3-6 volte.

La domanda che affascina ma al tempo stesso terrorizza è: quanto tempo servirà per l'avvento di una macchina più intelligente di chi l'ha creata? Risponde Intel: circa 40 anni.

Leggete il continuo su Hardware Upgrade

Fonte : Hardware Upgrade


Ultimo aggiornamento Sabato 18 Ottobre 2008 14:47
 
 

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